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Master Atp: Federer liquida anche Soderling

25/11/2010

Federer


3 vittorie su 3 match, questo il bottino di Roger Federer nel girone B del Master a Londra. Nessun calcolo o convenienza, Roger ha spinto sull’acceleratore e con 11 ace e molti winners porta a casa la leadership del suo gruppo, aspettando domani l’esito del girone A per sapere chi sfiderà in semifinale. Ma è davvero il favorito della competizione?

I numeri dicono di sì. 3 successi, e anche piuttosto convincenti (escluso il secondo set contro Ferrer, dove palesò qualche indecisione di troppo) in un girone obiettivamente più insidioso dell’altro in queste condizioni. Dopo aver surclassato Murray, annichilito in modo molto più netto di quello che si potesse pensare alla vigilia, oggi Roger poteva anche fare “un compitino”, visto che la matematica della manifestazione diceva che con la miseria di 5 games sarebbe passato in semifinale, anche in caso di sconfitta. E non sarebbe stata la prima volta in questo torneo in cui qualche giocatore ha fatto dei calcoli, per risparmiarsi o addirittura eliminare un rivale potenzialmente scomodo con una sconfitta indolore. Non è il caso di Federer, esempio di sportività in campo e testimonial di un tennis d’altri tempi.
Affaticarsi troppo potrebbe costargli caro, visto che la brillantezza è quello che gli è sempre mancato nelle sue recenti sconfitte; ma oggi ha ugualmente spinto sull’acceleratore, cercando di vincerlo questo match, e anche nettamente. 11 ace, molti winner da fondo campo e attacchi piuttosto precisi, con cui s’è sbarazzato della pratica Soderling piuttosto agilmente, dopo un po’ di lotta e break nel primo set. Al tiebreak Federer è andato via piuttosto sicuro, prendendo subito possesso dello scambio, non lasciando a Soderling il tempo di girarsi a tirare il suo pesante dritto. Quello che è piaciuto di più dello svizzero in queste ultime due vittorie è stata la continuità della prestazione. Negli ultimi mesi, conditi da qualche sconfitta di troppo per quello che il “Re” ci aveva abituato, quasi sempre si concedeva una pausa, spesso dopo aver vinto un set. Pausa che gli costava carissima nell’economia della partita. Una pausa sia fisica che mentale, in cui allentava la presa, mulinava con meno sicurezza e velocità, stentando poi a riprendere il filo del gioco nelle fasi successive. Questa è cronaca di alcune amare sconfitte, per esempio la semifinale degli Us Open contro Djokovic, in cui ha giocato un tennis nettamente migliore del rivale, ma in cui s’è concesso dei cali di tensione che ha pagato carissimo.
In questo Master il copione pareva più o meno lo stesso dopo il primo match. Ferrer in queste condizioni ha davvero poche armi per sconfiggere Federer (a meno che Roger non ci metta del suo…), ma appena Roger ha un minimo allentato l’attenzione e lasciato campo, anche il più grande fondocampista del circuito è riuscito a tratti a metterlo alle corde. Si pensava quindi che questo Roger “a sprazzi” potesse non bastare per superare esami difficili come Murray ed eventualmente anche Soderling. Niente di tutto ciò. Roger ha giocato non solo bene ma in modo continuo. Ha soprattutto servito bene. Quando il servizio gira, gira tutto il tennis dello svizzero, per vari motivi. Intanto ricordo che il servizio è l’unico colpo che si gioca da soli e da fermi. E’ pertanto un colpo del tutto tuo, in cui scaricare forza, frustrazione, concentrazione o paura. Un servizio efficace permette a Roger intanto di vincere dei punti senza sforzi dal fondo, e nell’economia di un match è un aspetto fondamentale; inoltre, girando la frittata, mette il rivale in condizione “negativa”, poiché sa che nel proprio turno di battuta dovrà stare ancor più attento per non cadere indietro nel punteggio. Poi un servizio efficace e con alte percentuali permette a Federer di prendere subito l’iniziativa in anticipo, tagliare il tempo ed il campo ai rivali; e quando è lui a menare le danze, il tempo ed il ritmo degli scambi, sconfiggerlo diventa molto complesso. Inoltre un servizio continuo è segno che Roger è concentrato, poiché il servizio dipende moltissimo dalla lucidità e capacità di concentrazione; se Federer serve bene, difficilmente commette tanti errori nello scambio e negli attacchi, perché è il primo sintomo della sua lucidità e presenza in campo. Tutti fattori determinanti nella sua prestazione, e che anzi dovrebbe esponenzialmente incrementare all’aumentare dell’età, visto che le sue gambe (seppur ancora ben presenti) faranno sempre più cilecca da qua in avanti, per motivi meramente fisici.
E’ quindi Roger il favorito per la vittoria? Possibile, ma non scontato. Intanto in semifinale potrebbe trovarsi Djokovic, contro il quale ha quest’anno giocato diversi match, tutti intensi ma non sempre vittoriosi. Ed eventualmente in finale l’ostacolo più probabile si chiama Rafa Nadal, il n.1, il suo incubo. Colui che è grado di distruggere tutte le sue sicurezze grazie alla sua grinta; ma soprattutto grazie a quella palla così arrotata e potente che non consente allo svizzero di gestirla in pieno anticipo e sicurezza. Come ama fare. Indoor Roger ha sempre battuto Rafael, ma le occasioni sono state pochissime, e le memorie negative accumulate dallo svizzero contro “il toro” sono tante, dolorose, lì dietro l’angolo, pronte a tornare minacciose ad offuscare le linee del campo e i suoi maestosi swing. E’ ancora presto per un vero pronostico, meglio aspettare il match di stasera per aver la conferma che sarà Murray il n.2 del girone B, e che sarà proprio Nadal il n.1 dell’altro girone.


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