MarcoMazzoni.com

Focus - Approfondimenti

Una caporetto che non è più una notizia

26/03/2010

davydenko

L’amaro titolo di questo mio breve approfondimento spiega, purtroppo, già tutto. A Miami oggi tutti i nostri 4 rappresentanti sono usciti all’esordio. Lorenzi, Seppi, Fognini, Starace. Sconfitte diverse, tanto che non è giusto fare di tutta l’erba un fascio; tuttavia i freddi, antipatici numeri dicono questo. Verdetto inconfutabile. Derrota fatal. L’ennesima caporetto.

Ero già stato critico all’indomani del brutto esordio stagionale dei nostri ragazzi a Melbourne. 5 sconfitte subite, solo 2 set vinti. Niente di buono insomma.
Si sperava che “l’amica” terra battuta latinoamericana potesse renderci un po’ di serenità, e qualche risultato. Poca anche la fortuna, con Fognini ad esempio che ha pescato malissimo nei sorteggi …ma incolpare sempre e comunque la malasorte per il pessimo momento del nostro movimento maschile, sarebbe miope, e forse anche colpevole.
Non mi prendo il tempo per fare una facile statistica, ma dall’inizio dell’anno se sommiamo le vittorie dei nostri giocatori sul Atp tour, penso che arriveramo a fatica a 10, se ci arriviamo. Forse no.
Sono passati tre mesi di attività. Tre mesi che confermano quella tendenza perversa che già dall’estate 2009 s’è fortificata. Il nostro movimento maschile di punta è in estrema sofferenza. Terra, indoor, cemento, ovunque.
Seppi, il nostro n.1, arranca nel dare consistenza a buone prestazioni, appiattendosi su quelle “onorevoli sconfitte” che fanno tanto male al tifoso. Prendo quella recente di Indian Wells contro Murray. Match che ho visto e sofferto nella sua durata. Murray non è in buona forma, era molle, non spingeva con continuità, regalando molti errori in mezzo a qualche perla. Andreas c’era, ha anche lottato, e questo gli va dato atto, praticamente sempre. Però…quanta fatica nel prendere la redini di un match diventato possibile; quanta fatica nel rischiare quel qualcosa in più che è necessario per l’impresa. Quanta difficoltà nell’uscire dai soliti schemi di una onesta solidità. Non vorrei che questo appiattimento nel suo gioco fosse figlio di un livello calante nel suo tennis. Di sicuro nel 2009 e in questo inizio di 2010 il suo tennis è rimasto “fermo”: non vedo delle migliorie, o novità. E questo lo ritengo pericoloso in un tennis mediamente sempre più rozzo ma competitivo.
Ho affrontato il momento di Seppi perché è il nostro numero 1; ma il discorso potrebbe esser simile per Fognini, per Starace; meno per Paolo Lorenzi, già molto bravo ad esser arrivato a competere a questi livelli, forse troppo alti per lui. Ma applausi per come ha lottato ed è riuscito a vivere questa esperienza con il tennis “dei grandi”.
Il nostro tennis è FERMO. Nulla si muove all’orizzonte, nemmeno un ricambio reale da dietro; bella la prima finale Challenger di Trevisan, era ora! Ma aspettiamo che questo piccolo fuoco diventi incendio per prenderlo con la dovuta attenzione, e speriamo possa infiammare i cuori affranti dei nostri tifosi.
Il nostro movimento è fermo, appiattito su un valore medio onesto, ma calante. Senza novità; senza arricchimenti; forse senza reali prospettive di crescita.
Per questo l’ennesima caporetto di Miami non farà probabilmente notizia.
E l’indifferenza è più grave della rabbia e dello stupore.


Home | E.mail
Tennis HP