09/05/2011
Djokovic!!!!!! Mamma mia che inizio di stagione per il serbo... 6 tornei giocati, altrettante vittorie. Se consideriamo anche la Coppa Davis vinta ad inizio dicembre, l'ultima sconfitta per il serbo è datata semifinale Master 2010, quando un Federer deluxe riuscì ad imporsi su Nole. Da allora solo successi, e che successi! Non solo il 2° Slam in Australia (dopo il primo, sempre down under datato 2008), ma Indian Wells, Miami, ora anche Madrid battendo in casa sua un ottimo Nadal. Ha vinto anche a Dubai e Belgrado, buoni tornei (negli Emirati ancora battuto Roger, tre volte su tre quest'anno), ma solo briciole rispetto alle altre coppe alzate al cielo con i suoi occhio sgranati e l'euforia di chi ama tanto questo sport e quel palcoscenico. Attore consumato, attore nato; uno che ha lo show dentro, uno che diciamocelo pure... dopo fin troppi anni dominati da giocatori straordinari (Sampras, Federer e poi Nadal) ma un po' sottotono a livello umano, il fatto che arrivi un numero 1 di carattere più estroverso, al limite del bizzarro, è una manna per l'intero movimento. Diverte umanamente, ma soprattutto quanto vince! Siamo a 32 successi in fila nel 2011, striscia record che straccia il precedente di Lendl data 1986 (Ivan vinse 29 match di fila). McEnroe ha una striscia di 42, un po' lontana, forse troppo perché vorrebbe dire vincere Roma e avanzare quasi al successo di Parigi. Ma chissà. Pare inarrestabile in questo momento la corsa del serbo. Quello che stupisce è il mix incredibile di forza fisica, serenità mentale e completezza tecnica che lo rendono di fatto imbattibile. Non lo sfondi al servizio perché risponde da Dio; non riesci a sfondarlo nemmeno col pressing da dietro perché taglia il campo a recuperare gli anticipi di un Federer, come riesce a controbattere la potenza e rotazione di in Nadal "montando sopra" ai topponi dell'iberico, e ringhiandogli in faccia. Tanto che sia a Miami che Madrid l'ha “spaccato” sul piano della spinta e potenza. Roba mai vista. E se giochi sottoritmo per fargli perdere spinta, lui entra sereno in campo coi piedoni e ti fa il winner, di rovescio meglio ma anche col dritto. Come batterlo? Molto molto difficile in questo momento, ancora nessuno c'è riuscito nel 2011, che se si chiudesse oggi sarebbe già pazzesco per lui. Tanto che non è eresia affermare che ormai solo il computer dell'Atp non lo pone come n.1 del mondo. Negli spogliatoi tutti, compresi Nadal e Federer, sono consapevoli che in questo momento il vero leader è Djokovic. Il distacco in classifica dall'iberico è molo sottile (circa 1800 punti la settimana con Roma in corso) e visto che Novak non avrà molto da difendere a Roma e Parigi, mentre Nadal avrà in totale 3000 punti in scadenza, e poi seguirà la vittoria a Wimbledon, non è illogico pensare che forse, proprio dopo i Championships di Londra, Djokovic potrebbe essere giustamente n.1 anche per il computer.
La finale di Madrid è stata una dimostrazione di forza del serbo. Ha tramortito Nadal all'avvio con un 4-0 frutto di un gioco totale, in cui non ha lasciato respiro al rivale con la spinta, infilandolo di forza in tutti gli angoli. Reagisce Nadal, troppo l'orgoglio del n.1, per giunta di fronte al suo pubblico. Però Djokovic ha margine, lo si vede da come mena le danze e riesce a buttare l'iberico 2 a volte anche 3 metri fuori dal campo. Nel secondo set il copione non cambia, anche se ci sono break e contro break. Djokovic pare avere una marcia in più, al momento giusto piazza i winner necessari a strappare il servizio a Nadal, soprattutto grazie ad alcuni rovesci stretti anticipati che lasciano del tutto immobile Rafael. E' un trionfo, l'ennesimo di questo 2011 stellare. Non sarà facile per il serbo continuare a giocare così bene e vincere, tutti si aspettano prima o poi un calo, almeno sul piano fisico. Nel frattempo "Nole" vince, diverte e convince. Rispolvero una dichiarazione di quest'inverno, quando era a lavorare al Country Club di Monte Carlo: “Fino a poco tempo fa, giocavo senza pensare troppo alla tattica, sapevo di avere talento e questo mi bastava. Poi ho iniziato a lavorare tanto fisicamente, perché per reggere i migliori devi essere sempre al top, e ho iniziato a pensare di più in campo... tanto che nelle scorse due stagioni pensando troppo finivo quasi in confusione! Ora invece ho acquistato serenità, consapevolezza, e penso bene in campo, senza darmi stress. Sto bene, mi sento in forma, e che tutto è possibile”. Anche spezzare fisicamente il Toro di Manacor e controbattere senza affanno gli anticipi di Federer. Chapeau.
