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Focus - Approfondimenti

La Bella Gioventù

10/04/2008

Tomas Berdych Gasquet, Berdych, Baghdatis, Murray: ecco il quartetto delle meraviglie, alcuni dei migliori giovani classe 85-87, che per un motivo o per un altro, non riescono ancora a seguire le orme di Djokovic, scattato deciso ad impensierire il trono del dynamic-duo Federer Nadal. Trono che sembra un po' appannato in questo inizio 2008, come rileva il curioso dato statistico dei tornei stagionali vinti: un rotondo zero per Roger e Rafa, che ci crediate o no, i due "cannibali" del tennis moderno non hanno ancora vinto un torneo nei primi 3 mesi di attività stagionale. Rafa perlomeno c'è andato vicino, con la finale a Chennai, nel primo torneo dell'anno, e poi la settimana scorsa a Miami, dove s'è fatto travolgere senza appello da un Davydenko di lusso, rinato quasi dopo qualche mese di appannamento (forse anche legato alle note vicende scommesse, che non possono averlo lasciato del tutto indifferente). Torniamo ai "fantastici 4", o meglio coloro che da almeno due anni sono attesi al salto di qualità, senza però riuscirci a pieno. Buoni risultati nel complesso, magari arriva la vittoria sonora (vedi Murray che batte Federer a Dubai), ma poi alla conferma cadono; o quando l'occasione è ghiotta non riescono nella impresa che li può portare verso il grande successo (vedi Berdych a Miami, che nonostante un buon match nel 1°set, ha finito per cedere a Nadal). Perché non riescono ancora ad esplodere definitivamente? Cosa manca loro per esser dei top10 forti, stabili, potenziali vincitori di Masters Series e Slam? Ecco una mia rapida analisi dei 4 grandi talenti, e del perché ancora non riescono a fare il salto di qualità definitiva

GASQUET, CRISTALLO RARO
Il limite di Gasquet ritengo sia soprattutto fisico. Non vedo molte lacune tecniche (tutti ne hanno, Federer compreso), però è soprattutto la combinazione di forza-resistenza in cui difetta. E questo finisce per penalizzarlo anche mentalmente: sapendo di non esser così "attrezzato" per le battaglie dure e di potenza, tende strafare, eccedendo nella sua capacità di fare il punto e quindi finendo per forzare in soluzioni tante belle quanto difficili. Oppure reagendo all'opposto, diventando rigido e poi passivo, nel momento in cui il match di fa duro e le qualità fisiche e agonistiche dovrebbero sostenere la sua prestazione. Non è un caso che negli slam "duri" fisicamente ancora Richard sia sempre stato deludente, mentre solo a Wimbledon, dove conta molto di più il tocco che la forza, sia giunto l'anno scorso in semifinale. Limiti quindi di "cilindrata", non so quanto colmabili, anche se di sicuro ci stanno lavorando sopra. Ha velocità di braccio straordinaria, un talento cristallino, che mi regala gioie tennistiche a volte incomparabili. Ma anche estemporanee. Credo che Richard sarà tennista da qualche grande impresa, chissà, magari anche un slam trovando una quindicina magica. Difficile che possa esser un tennista solido e continuo.

MURRAY, THE RUSTY
Murray è per me un rebus, ed il match che ha perso l'altra sera contro Ancic a Miami ne è una dimostrazione lampante. Ha mezzi importanti, ma è animato da un carattere negativo, che lo fa giocare contro se stesso; è questo il motivo dei suoi continui e improvvisi cambi di coach, non riesce a darsi una costanza, un "promedio" che può mantenere. Vive nel cambiamento, ama cambiare le carte in tavola continuamente, anche in campo; però così facendo non prende mai una strada precisa e non si sviluppa in una direzione con solidità. È un giocatore anomalo, in tutti i sensi, a cui sarà difficile dare consistenza per suoi carenze strutturali-mentali. Inoltre anche lo scozzese, sul fisico deve lavorare non poco. Ha mano e soluzioni a tutto campo, non ha particolare lacune tecniche. Ma se non riuscirà ad indirizzare il suo furore agonistico in modo positivo, rischia di perdere i migliori anni della sua carriera, in attesa di una possibile maturazione. Avere accanto una guida solida, precisa, che ne sappia indirizzare in un modo produttivo il tennis, dotandolo di una tattica di gioco più definita e meno improvvisata; che lo sappia armare al momento giusto e riesca a farlo reagire quando le cose non vanno come vorrebbe, questa la spalla ideale. Si chiama Brad Gilbert, era a suo fianco, anche lui mandato al diavolo. Autolesionista.

BAGHDATIS, A LAVORARE!
Marcos Baghdatis Baghdatis è una mia piccola passione, l'adoro come giocatore. Ma sono anche parecchio arrabbiato con lui, perchè temo si stia sedendo su di una carriera ad alto livello, ma non altissimo come potrebbe. Da l'idea di divertirsi fin troppo in campo e questo non gli da quella cattiveria che invece è determinante per esser un vincente totale. Dopo l'incredibile 2006, in cui da ragazzotto quasi paffutello e semisconosciuto esplose in modo clamoroso, con la finale agli Australian Open e confermata dalla semifinale a Wimbledon, era logico che il 2007 potesse esser una annata di assestamento, in cui magari lavorare, digerire i bagordi e metter su mattoncini, una base solida da cui ripartire. Invece i risultati buoni (ma non buonissimi) della stagione scorsa, paiono confermati anche in questo scorcio di stagione. La cosa che lascia più perplesso è vederlo sempre così fisicamente, mentre avrebbe bisogno per me di "buttar giù" qualche chilogrammo e ritrovare quella corsa pazzesca che in Australia lasciò di stucco quasi tutti i rivali, irretiti dal suo tennis sornione in difesa che esplodeva improvvisi e spettacolari contrattacchi. Non ha nessuna vera lacuna tecnica, eccetto un atteggiamento un po' passivo alla risposta. Ma deve crederci di più, forse esser più cattivo, perché i due tiranni stanno scendendo, e Marcos ha armi come pochi altri per lottare alla pari con tutto il lotto dei migliori, e su tutte le superfici.

BERDYCH, BELLO E IMPOSSIBILE
Così recita una famosissima hit della nostra rocker Gianna Nannini, così è un po' Tomas Berdych. Forse per questo il più deludente di questo lotto di quattro belle speranze. Algido, a volte inespressivo, pare spesso legnoso, su questo siamo tutti d'accordo. Ma attenzione: il boemo quieto quieto ha una capacità di far uscire la palla dalla racchetta pari a nessuno oggi, nessuno. Non c'è un altro giocatore che riesce dal suo metro a novanta abbondante a tirare quelle accelerazioni piatte, diritto e rovescio, in tutte le direttrici, così lunghe e potente, fendenti imprendibili. Per tutti, Roger e Nadal compresi. Però… non riesce a fare il salto di qualità mentale. A volte pare quasi un po' sperduto, soprattutto quando riescono a farlo muovere in diagonale, spostamenti che per la sua struttura saranno sempre ostici. Tomas, più di tutti, avrebbe bisogno accanto di un coach "con gli attributi", che gli metta di fronte, anche con severità, le proprie barriere, tentando di romperle definitivamente. Sono molto perplesso da come stanno lavorando con il suo coach Navratil, perché Berdych aveva incantato tutti già 4 anni fa, e nel 2005 pareva pronto a spiccare il volo. Ma da allora, non ho visto alcun reale miglioramento fisico negli spostamenti. Nemmeno alcun cambiamento tattico (spara le sue bordate, sperando che restino dentro); neppure scatta dentro di lui qualche fuoco che gli fa vincere in match duri, in quelle giornate in cui ha meno confidenza sulla palla a finisce per forzare. Tomas o stravince o perde, anche da un normale top100 che lo faccia correre. Da questa interpretazione, ritengo che urge in lui un cambio di coach, visto che in diverse stagioni lo vedo fermo, in un miglioramento troppo lento e impalpabile se raffrontato al suo potenziale pazzesco.

CHI VINCERA' ?
Probabilmente tra 2/3 anni alcuni di loro avranno vinto qualcosa di importante, magari anche uno o più slam. Ma ad oggi, difficile pronosticare cosa e quando. Il tennis di vertice sta per entrare in un periodo particolare, più "variabile", probabilmente più simile alle stagioni in cui, tra molti potenziali pretendenti non ancora pronti, Hewitt vinceva. Oggi sembra Djokovic quello più pronto a prendere le redini del tennis mondiale, se il calo di Roger e Rafa sarà confermato anche nei prossimi 3 mesi, quelli centrali della stagione, come è già avvenuto in Australia. Però chissà, magari qualcuno di questi "magnifici 4" potrebbe approfittarne con la settimana giusta.


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