30/11/2010
Con il Master Atp la stagione 2010 va in archivio, manca solo
la finale di Coppa Davis. Facciamo un confronto tra il ranking di fine
2010 e la
situazione di 12 mesi fa per vedere cosa ha proposto la stagione appena
terminata e quali sono stati gli "scalatori" ed i "gamberi". Su tutti
spicca il cambio al vertice: Nadal con la sua straordinaria stagione
(Roland Garros, Wimbledon, Us Open e tutti i tornei Master 1000 sul
rosso) legittima un primato incontestabile, scavalcando Federer. Vista
a 12 mesi di distanza, questa risurrezione ha quasi del miracoloso.
Nadal chiuse il 2009 con le "ossa rotte", uscendo malamente dal Master
senza aver vinto nemmeno un set, con una vittoria quasi traballante
nella finale di Davis.
Fino a Montecarlo non è riuscito a
vincere un torneo. La terra l'ha letteralmente resuscitato, e dal
principato non s'è più fermato, infilando un
filotto netto di vittorie sul rosso, più Wimbledon. In
estate ha tirato un po' il fiato e a New York, anche grazie ad un
tabellone a dir poco benevolo, ha stracciato la concorrenza, vincendo
quasi con facilità l'ultimo Major che mancava nella sua
bacheca.
Federer al contrario è partito col botto, vincendo
molto bene a Melbourne il 16 Major in carriera, ma poi s'è
come addormentato. Ha giocato malissimo fino all'estate, perdendo
alcuni match sciupando uno (o più) matchpoint, su terra e
cemento. Non solo non ha difeso la corona a Parigi (era difficile), ma
s'è presentato molto male a Wimbledon, dove ha rischiato di
perdere al primissimo match del torneo, e poi s'è issato
sino ai quarti, dove è stato giustiziato da un Berdych in
vena. Ma Roger, ammettiamolo, non c'era. In estate qualche segno di
risvegio, con la vittoria a Cincinnati, ma a NY, dove era attesissimo,
ha deluso perché contro Djokovic in semifinale ha buttato un
match già vinto, anche qua sprecando un matchpoint. Quindi
in autunno s'è rimboccato le maniche, con a sua fianco Paul
Annacone, cercando di chiudere l'annata in modo positivo.
C'è riuscito, con il Master, altri due tornei e la finale di
Shanghai. Ma il Nadal 2010 è di un altro pianeta.
Detto del dynamic duo che sta "uccidendo" il tennis mondiale da qualche
anno, gli
spostamenti più evidenti sono quelli di Del Potro e
Davydenko, due tra le delusioni dell'anno. Entrambi colpiti da
infortuni, sono stati praticamente assenti dai grandi palcoscenici.
Davydenko aveva iniziato benissimo l'anno, ma poi s'è fatto
male al polso, e da lì non ha più veramente
recuperato. Del Potro idem, con un infortunio molto più
grave che l'ha di fatto messo ai box per tutto l'anno, con una fugace
apparizione in Asia in ottobre. Una stagione da dimenticare, e
soprattutto l'assenza del Del Potro è stata molto pesante a
Parigi e New York, poiché negli Usa difendeva il titolo e
sul rosso aveva dimostrato nel 2009 di poter vincere. Lo aspettiamo nel
2011 fresco, motivato e speriamo soprattutto in salute.
Al loro posto sale Soderling, che finalmente ha vinto un Master 1000 e
s'è confermato atleta di razza nei grandi eventi. E Berdych,
la vera novità di quest'anno. Finale a Wimbledon, semifinale
a Parigi (perso in 5 set da Soderling), finale a Miami. Un tennista che
ha molto migliorato la sua mobilità da fondo campo, dando
quel pizzico di dinamismo ad un tennis esplosivo quanto istintivo.
Tutti i boemi tendono a maturare tardi, vediamo se nel 2011 Tomas si
confermerà su questi livelli di eccellenza.
Una nota per Murray e Djokovic. La loro stagione non si può
considerare positiva. Hanno raggiunto alcuni buoni risultati
(rispettivamente finale a Melbourne e New York, e varie vittorie in
tornei), però la loro distanza da Nadal e Federer pare
paradossalmente aumentata, mentre tutti si aspettavano quest'anno se
non il sorpasso che i due li sgambettassero nei grandissimi eventi.
Purtroppo i due giovani hanno vissuto una stagione altalenante, senza
grandi problemi fisici ma nemmeno evidenti progressi tecnici o
agonistici. Una stagnazione che sa di anno perso.
Tra gli scalatori, sicuramente c'è David Ferrer, che
guadagna 10 posti, compresa la sua seconda apparizione al Master. Una
stagione molto solida, compresa una bella vittoria a casa sua a
Valencia, in condizioni indoor. Un ragazzo umile e che non molla mai,
da prendere assolutamente ad esempio. Bella stagione anche per Melzer,
che grazie alla vittoria a Vienna ma soprattutto alla semifinale a
Parigi arriva ad un passo dai top10. Il talento c'è sempre
stato, mancava tutto il resto. Male invece Gonzalez, penalizzato da
problemi fisici che l'hanno messo k.o. Torna invece Nalbandian, dopo
mesi e mesi di stop. Con degli sprazzi d'autore torna tra i top30, e la
salute lo assisterà nel 2011 potrebbe essere la mina vagante
in vari tornei.
Un altro giovane che è parzialmente esploso nel 2010
è Gulbis. In autunno s'è un po' fermato, ma nei
primi mesi dell'anno ha fatto vedere un grande tennis. E' stato a Roma
il giocatore più vicino a battere Nadal sul rosso, ha
eliminato Federer e ha giocato un tennis a tratti stellare. Come lui
anche Cilic aveva iniziato l'anno alla grandissima, con la semifinale a
Melbourne e due tornei vinti; in estate s'è praticamente
arenato e non ha più vinto una partita, inspiegabile.
Da segnalare il Kazako "di Bra" Golubev, che fuori dai top100 a fine
2009 entra prepotentemente nel tennis che conta, finendo la stagione al
n.36. E' la dimostrazione che anche nel settore maschile si
può lavorare, e bene, in Italia quando c'è
voglia, competenza e obiettivi chiari da raggiungere. Buona stagione
anche per il cipriota Baghdatis, che scala una ventina di posizioni, e
per il talentuoso mancino francese Llodra, che da n.67 passa
addirittura al n.23.
Passando a vedere quello che è successo
a casa nostra, purtroppo le notizie non sono granché, come
non lo è stata l'annata appena passata in archivio. A fine
2009 avevamo 5 tennisti nei top100, con Seppi il migliore a n.49;
quest'anno i top100 sono solo 4, con Starace al n.47 che grazie alla
finale ad Umag scala una ventina di posizioni. Più o meno
stabili Seppi e Fognini, a testimoniare una stagione grigia, fatta di
pochi sporadici buoni risultati e tante delusioni. Non basta un bel
torneo ad Amburgo per salvare l'annata di Seppi, che per mesi non ha
vinto due partite di fila; stessa situazione per Fognini, che ha
sofferto per alcuni mesi di problemi fisici, ma ha ugualmente
continuato a giocare. Molto male Bolelli, che ha vissuto un 2010
orribile dal punto di vista sportivo, tra i bassifondi di molti
Challeger (alcuni giocati anche male) e la separazione da Riccardo
Piatti. Da un ragazzo ancora giovane e dotato del suo talento
è lecito aspettarsi molto di più. Esce dai top100
Paolo Lorenzi, mentre rientra Volandri, che pare di nuovo voglioso di
ripartire a 30 anni. In bocca al lupo.
