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Focus - Approfondimenti

Atp 2011: nuovo calendario, vecchi problemi

23/11/2010

Nadal a Parigi 2010 - Foto di Marco Mazzoni


L'Atp ha ufficializzato il calendario 2011. La stagione sarà più corta di una settimana, ma nessuna grande modifica con gli stessi irrisolti problemi. La stagione maschile 2011 sarà pressoché identica a quella che sta andando in archivio, con l'unica vera novità dello spostamento del Master di Londra la settimana seguente all'ultimo Master 1000 di Bercy, oltre alla già nota "inversione" di data tra il Master 1000 di Roma e quello di Madrid, con Roma che diventa un torneo "combined" a tutti gli effetti (uomini e donne gareggeranno gli stessi giorni, alternandosi sui campi). Se da un lato i "guru" dell'associazione giocatori si dicono soddisfatti per aver "accorciato" l'annata di una settimana, lasciando alcune settimane con soli eventi 250 o 500, in cui in big potranno (se vorranno) tirare il fiato, dall'altro lato analizzando il calendario si evidenziano i soliti problemi irrisolti; anzi, se ne acuiscono alcuni. Andiamo nel dettaglio per spiegare meglio le questioni. 

Intanto restano lì, granitici ed inamovibili, i due Master 1000 Usa primaverili, che sono in fin dei conti i tornei che davvero guastano la stagione. Si gioca sul duro, quando potrebbe esser più logico già giocare su terra in quel momento; si gioca negli Usa, quando poi si tornerà abbondantemente in estate, sempre sul duro. Inoltre il primo turno di Coppa Davis è stato messo proprio la settimana precedente a Indian Wells. E' quasi certo che diversi big opteranno per non giocare la Davis in modo da arrivare ben preparati e senza ulteriori jet-lag nel deserto della California, per questo ricchissimo evento. Non è un bene, perché la Davis è un patrimonio del tennis, e dovrebbe esser collocata in modo che tutti la possano giocare al meglio, e non relegarla ad un "fastidio necessario" proprio per colpa del calendario. L'inversione tra Roma e Madrid ci può anche stare, ma continuiamo a non capire come sia possibile far disputare uno dopo l'altro due eventi così importanti, senza una necessaria settimana a "cuscinetto". Identico problema irrisolto è quello in estate, quando tra gli Open del Canada e Cincinnati non ci sarà una settimana di stacco. Possibile che il secondo evento possa esser penalizzato (temiamo per Roma) o comunque a livello di garanzie tecniche i mitici "Master 1000" potevano essere collocati in modo migliore a nostro avviso. 

Dando per scontato che Roland Garros e Wimbledon non sarebbero stati toccati, il mese di luglio, dopo il Championships, ci sarà un mese di soli eventi 250-500, e qua i tennisti, se lo vorranno, potranno davvero rilassarsi e riprogrammarsi come preparazione per la calda estate Usa e per l'autunno. Tuttavia tutto lascia pensare che saranno in pochi a fermarsi veramente, perché alla fine la principale causa dei mali dei tennisti sono.... loro stessi quando eccedono nel giocare tanto, arrivando poi troppo spesso rotti o fuori condizione. Questa opportunità nel calendario c'è, vediamo come sarà sfruttata, e chi la sfrutterà. Situazione simile dopo gli Us Open, ma il richiamo dei dollari asiatici sono sicuro che sarà una "Sirena" troppo bella per esser ignorata. In autunno la stagione asiatica e indoor resta in pratica immutata rispetto a quella 2010, con l'eccezione di Paris-Bercy che si giocherà la settimana subito precedente al Master di Londra. Altro errore micidiale, che di fatto affosserà l'evento parigino visto che di solito i primi 4-5 del ranking saranno già qualificati per il Master, e non vorranno compromettere la loro forma - salute rischiando il massimo impegno a Bercy. E poi, con il Master che inizia alla domenica che succederà? La finale di Bercy sarà al sabato? Possibile che questo evento diventi quindi una vetrina per i francesi e per coloro che hanno ancora speranza di entrare tra i migliori 8 dell'anno, o qualche outsider in buona forma; ma forse l'anno prossimo non sarà il solo Nadal a scegliere di saltare Bercy, ma anche altri top players, impoverendo così uno dei tornei più prestigiosi dell'intera annata tennistica, l'ultimo vero baluardo del tennis "indoor" che tanto appassiona gli sportivi (a Bercy 2010 s'è visto a tratti il tennis più spettacolare dell'intera stagione). 

Questa struttura, piena di buchi e problemi irrisolti, sarà riproposta anche nel 2012 e 2013. Continueremo quindi ad assistere alle solite litanie di chi si lamenta per lo stress, per i troppi impegni, per mille cose. Ma ripetiamo: nessuno obbliga i tennisti a giocare un torneo; il peggior danno è prendersi uno zero nel computo della classifica. Starà a loro cercare di programmarsi bene, per arrivare in forma agli eventi principali. Se poi volessero davvero una stagione "ben fatta", programmata per esaltare i valori sportivi e non cercare di monetizzare al massimo il proprio portafoglio... non devono lagnarsi alle conferenze stampa, ma piangere sopra se stessi.


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