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Profili di Campioni: Mario Cipollini

30/04/2003

Lungomare della Versilia, un sabato mattina di qualche anno fa. Il sole di luglio riflette giocoso sulle creste delle onde di un placido mare, estivo. Con tutta la pigrizia della mattina guido tranquillamente la mia macchina sul viale del lungomare, osservando i variopinti passanti mentre si recano ai vari bagni, armati dei più strani oggetti da spiaggia. Qualche bella ragazza, molte famiglie al completo pronte a godersi una giornata di mare. Ad un certo punto, mentre riparto dopo una breve sosta ad uno dei mille semafori, vengo sorpassato "di brutto" da un ciclista poderoso, a torso nudo, che si alza poi sui pedali e prende ancor più spinta, scappando via parecchi metri davanti a me. Incuriosito da tale spunto, accelero per ammirare da vicino tale imponente locomotiva umana. Che fisico! Due spalle incredibili e due gambe che mulinano veloci e potenti. Capelli biondi al vento, …no, non può esser Mario… Lo affianco, lo guardo in faccia da pochi metri, e con stupore lo saluto: "Marioooo!!!" Si volta il Re Leone, mi sorride con i suoi occhiali all'ultima moda, facendomi un gesto di saluto con la mano. Gli urlo: "Buon Allenamento!!". "Grazie, buon weekend anche a te!" mi risponde cordialmente. Un altro odioso semaforo interrompe il nostro breve colloquio. Si volta per controllare l'arrivo di altre auto, mi saluta ancora con la mano, e scappa via, veloce come il vento, con un allungo degno di una volata mondiale. Per la cronaca, nei secondi in cui lo affiancavo il tachimetro del mio bolide segnava quasi 60kmh, che Cipollini teneva così, con la disinvoltura di un motociclista!

Ecco la breve storia di un mio piccolo incontro con il più grande velocista di ciclismo di tutti i tempi, Mario Cipollini! Era lì ad allenarsi a pochi chilometri dalla sua Lucca, preparando l'ennesimo Tour de France in cui vincerà varie volate e vestirà anche la maglia gialla per alcuni giorni. Non starò in queste righe ad elencare puntigliosamente tutte le sue vittorie perché il racconto diventerebbe solo una mera statistica; e soprattutto perché il grande Mario è tutt'ora attivo, vincente, affamato. Anche dopo la vittoria più importante della sua carriera l'autunno scorso, il titolo iridato. Una chimera per il nostro atleta di punta. Troppe volte nei suoi anni migliori era stato escluso dalla rosa del mondiale perché "il circuito non è da velocisti", o perché " Mario, in caso di gara dura, non lotterebbe per gli altri come molti altri gregari e passisti". Sono sempre rimasto un po' scettico di forte a queste dichiarazioni, fatte anche da santoni delle due ruote, per il semplice motivo che il campionato del mondo di ciclismo è una gara unica, di un giorno, in cui può succedere di tutto. E' sempre aperta ad ogni risultato, anche il più imprevisto. Per me i campioni ci devono essere tutti, li presenti, a giocarsi ogni possibilità di vittoria.

Che il 2002 fosse l'anno del Re Leone era chiaro fin da marzo, quando s'impose clamorosamente nella Sanremo, una gara da lui sempre sognata e mai vinta prima. Poi la solita passerella da dominatore al nostro Giro, in cui non si contano le volate in cui ha lasciato metri tra se ed i rivali. Se Merckx era il cannibale, Cipollini allora cosa è in volata, il Dr. Hanniball Lecter??? Poi una estate travagliata, in cui Mario terrorizzò il suo mondo annunciando un clamoroso ritiro, per protesta contro tutti. Contro gli sciovinisti del Tour che non lo volevano; contro la nostra federazione, contro cui è sempre stato molto critico per mille motivi, tecnici e promozionali; contro il CT, che in fondo non ha mai amato; contro i suoi stessi sponsor. Ufficialmente dichiarava una mancanza di motivazioni, una voglia di star a casa con la sua splendida famiglia, e pensare se andar davvero avanti o dire basta, dopo una magica Sanremo nel palmares. Si ritirò nella sua dimora di Montecarlo, in stand by. Ma in fondo in fondo… con questo mondiale in Belgio alle porte, tutto pianura e sprint, disegnato forse da una mano invisibile durante un suo sogno ….chi ha creduto davvero che i propositi di ritiro fossero veri fino in fondo? Io no, nemmeno per un momento. Pochi mesi prima del mondiale, ecco il ripensamento ufficiale, le gare di preparazione in cui si nasconde un po'. Chi lo conosce gongola "non è mai stato così motivato ed in forma…anzi, l'arrabbiatura estiva l'ha reso ancor più cattivo del solito…!".

Volata Mondiale Arriva il gran giorno. In Italia è una domenica grigia. Molti, come me, restano in casa aspettando questa corsa di fine stagione. Tutto nella nostra squadra gira alla perfezione, la gara è controllata dai nostri dal primo all'ultimo giro. 10 anni senza un campione del mondo, l'ultimo, Bugno, vinse una gara strana, in cui il gruppo non contò più di tanto. Stavolta invece tutto è andato come doveva andare. Al suono della campana dell'ultimo giro i nostri tirano il gruppo. Il fido scudiero Scirea guida tutti… è il segnale buono. Ultimi 500 metri, inizia la bagarre, alcuni dei nostri atleti sono dietro, sfiniti da chilometri in testa al gruppo. Vedono in discesa un gigante vestito d'azzurro che si alza sui pedali e spicca il volo da solo… alzano già le mani a 300 metri dal traguardo, mentre Marione raggiunge velocità proibite ad un ciclista, scarica una potenza devastante al suolo, stravince a braccia alzate con una faccia che può finalmente liberare tutta la tensione, la tensione di una vita su due ruote, la fatica di tante salite, la rabbia di tante gomitate in volata, la tensione di 70 orari in bici. Vederlo sul podio vestito con l'iride mentre piange di gioia è stata una delle emozioni sportive più belle che io mai abbia vissuto. La sua vittoria ha del poetico, una favola, un giusto premio per un uomo vero, di sport, corretto ed istrione, animato da una grande voglia di correr forte e tagliare per primo quella linea immaginaria. La vittoria più bella della carriera arrivata "da vecchio", quando ormai non ci sperava più.

Podio Mondiale Cipollini è un vero super-uomo. Ha fisico incredibile, che gli consentirebbe di eccellere in vari sport. Quasi troppo grande per andare in bici, da piccolo ha assecondato la passione del padre, quando altri l'avrebbero indirizzato su sport più adatti alla sua stazza imponente. E' nato velocista da subito, per la sua grandissima potenza. Muscoli forti, lunghi, da sprinter, che scaricano in pochi secondi una forza disumana. Non ha mai gradito la sofferenza delle lunghe scalate, difficili per uno della sua stazza. Quando s'avvicina l'arrivo, inizia il suo regno, quello del Re Leone. Prende il centro della strada e parte come un treno. Inutile stargli alla ruota, perché se viene lanciato a dovere nessun ciclista è in grado di sprigionare la sua potenza in così poco spazio. Teme invece la bagarre, perché spesso è stato vittima scorrettezze, che a quelle velocità si pagano con ferite dolorosissime. In una carriera così lunga, iniziata con uno sprint vincente al giro di Puglia nel 1989, ci sarebbero centinaia di storie, di gioie ed illusioni.

Cito solo un paio di record: Mario è l'italiano che ha vinto più tappe al Tour de France, ha vestito per 12 giorni la maglia gialla della corsa francese nelle varie edizioni. Ha vinto 34 tappe del nostro Giro, secondo solo a Binda; i campionati Italiani nel 1996, e più di 180 corse in totale…! Scrivo qua alcuni episodi che mi hanno colpito tra i tanti. Uno su tutti: in una volata del tour de France di qualche anno fa spinse la sua bici con così tanto vigore da arrivare a piegare la canna portante del suo telaio, per il carico pazzesco a cui l'aveva sottoposta nello sprint finale! Poi le tante schermaglie verbali contro i suoi rivali velocisti, che non esitavano a giocar sporco per tagliarlo fuori dalla scia vincente. Intervistato all'arrivo di una tappa, in cui era stato letteralmente agganciato da un rivale per fargli perdere il passo nel momento decisivo (perdendo così la volata) disse a caldo: "Se non lo squalificano vado sotto la doccia e l'attacco al muro, perché mi sono rotto i c******* di esser messo nel mezzo da questi mezzi corridori…". Meno male per il suo scorretto avversario che la giuria sentenziò la squalifica!!?!?

Mario è entrato nelle case di tutti come mai prima nessun ciclista. Non è stato osannato come un Coppi, un Bartali, pur avendo vinto tutto quel che uno sprinter può sognare da bambino. E' stato il primo vero uomo immagine del ciclismo, un ragazzo che per mille motivi ha vissuto una vita da star anche fuori dalla competizione. Grazie anche alla sua presenza, notevole, ed al suo grande carisma, Mario è stato ed è tutt'ora un testimonial importante per il mondo pubblicitario, non solo del ciclismo. Ha sfilato per divertimento con vari importanti stilisti, è stato molte volte invitato a cerimonie importanti, come la giuria di Miss Italia per dirne una tra le tante. Anche se poi, sotto sotto, dichiara di non amar troppo quel tipo di vita, da star. Mario è in fondo un ragazzo semplice, devoto alla sua famiglia ed ai suoi bambini. Gli pesa già abbastanza dover girare per troppi mesi all'anno, a cavallo della sua bici.

Tuta Muscolare E' stato l'unico ciclista italiano ad avere un fortissimo riscontro mediatico, quando invece il ciclista è quasi sempre uno schivo, tranquillo, quasi musone. Mario col microfono in mano è molto a suo agio, parla a ruota libera, sicuro di se, a volte anche troppo visto la sua sfrontatezza soprattutto se paragonato al velo di ovatta che quasi sempre copre il suo sport. Cipollini ama uscir dalle righe, sia per il suo spirito toscanaccio, difficilmente arginabile, sia perché è un uomo forte, con un carattere deciso, che ama imporsi e che non si nasconde dietro a niente. Famose le sue polemiche a distanza col patron del Tour de France Leblanc, di fatto il padrone del ciclismo mondiale, che mal tollera la sua spontanea italianità e la sua verve, così amata invece dai nostri cugini d'oltralpe. Una vera star, a volte inconsapevole, a volte invece in modo studiato. Cipollini ha lanciato molte mode in bicicletta, grazie anche ai suoi numerosi sponsor che vedevano in lui quel personaggio unico, irripetibile, una sorta di gallina dalle uova d'oro: bello, simpatico, vincente. Epoca hanno fatto le sue mise, i suoi completi da gara assolutamente originali, stravaganti, come la tuta che sfoggiò al prologo di un giro, in cui era racchiuso in una "muscolatura scoperta", da enciclopedia medica! Il tutto nacque per caso, durante un consueto test medico. Mentre aspettava il suo turno nella sala d'attesa, il suo sguardo si fissò alla parete, in quel quadro raffigurante la muscolatura di un uomo. Un sorriso d'intesa col suo patron e via, una chiamata alla ditta fornitrice di abbigliamento! "Certamente l'ho fatto per stupire, ma non solo per esibizionismo, è stato un gioco".

E come non ricordare la sua grande passione per l'Inter, "una insana malattia" dice scherzando… e la vera amicizia con Ronaldo, sottolineata dallo sfoggio della sua maglia interista durante la premiazione di una tappa vinta. Mario è stato molto vicino a Ronie nei duri giorni del grave infortunio del calciatore, tanto che Ronaldo, nel momento dell'addio all'Italia nell'estate 2002, incluse proprio Cipollini tra i pochi amici veri che lasciava qua. In questi anni turbolenti per il suo sport, devastato da troppe inchieste, da tanta omertà e da molta ipocrisia, lui è sempre restato fuori dalle polemiche, tutelando la sua immagine ed anzi, dando un sorriso con il suo personaggio ad un mondo che da qualche anno ride solo a denti stretti.






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